GRANDISSIMA NOTIZIA!!!!!!!!!!!!!!!!!
Oggi l'Amico On. Bartolo Ciccardini esultava cosi, queste le sue parole:
"Ho il piacere di dare ai miei amici una grandissima notizia e vi prego a mia volta di darla ai vostri amici.
L’Istituto Don L. Sturzo
ha messo on line
Per l’Azione, la rivista dei giovani democratici cristiani degli anni ’50
E’ una notizia che riempirà di emozioni quelli che hanno vissuto quella esperienza giovanile e spero che sia una notizia che desti nei giovani d’oggi, la curiosità di confrontarsi con le esperienze ed i pensieri di una generazione che aveva fatto le scuole elementari con il fascismo, le scuole secondarie durante la guerra e l’università nei giorni della nuova democrazia.
Per l’Azione era nata come bollettino (di qui il suo titolo organizzativistico, che poi facemmo finta di considerare un poco leninista, ma che comunque descrisse sempre bene l’atteggiamento aperto alla realtà ed alla osservazione sociale) e man mano divenne un giornale impegnato, e poi una rivista culturale fortemente rappresentativa della crescita di una nuova generazione politica italiana.
Basta ad illustrare la sua vicenda l’elenco dei direttori: Gianni Baget Bozzo, Franco Nobili, Nicola Signorello, Giovanni Galloni, Franco Malfatti, Bartolo Ciccardini, Corrado Guerzoni, Francesco Mattioli.
(Io, personalmente avevo fatto un esperienza in tipografia impaginando Il popolo dell’Umbria e ci misi anche una qualche cultura grafica copiando Il politecnico di Vittorini, rinfrescato dal suo umore nero dei caratteri “Bastoni” con l’innesto dei gentili caratteri “Bodoni”, come Malfatti ci metteva anche i suoi disegni. Giorgio Scalco, grande pittore, disegnò l’emblema di Per l’Azione un Don Chisciotte che armato di penna assaliva il globo terracqueo quasi fosse un mulino a vento).
Quante emozioni ! Qui Tommaso Morlino ci dette la definizione di Terza generazione, qui Malfatti polemizzò con Guttuso su l’arte moderna, qui Baget riversò il suo Mounier, qui Franco Grassini fu comandato a fare i suoi primi articoli di economia.
(E concedetemi anche di parlare delle mie emozioni. Su questo giornale pubblicai il mio “Alcide De Gasperi o dello Stato in Italia” che segnò il ralliément della generazione dossettiana al riformismo, il mio “Giolitti proibito” che per anni ispirò l’idolatria alla proporzionale ed alla funzione maieutica del partito, il mio“Grande come l’Himalaya” che segnò l’acquisizione del pacifismo alla nostra cultura politica.
Come non emozionarsi ? Qui pubblicai, sembrava uno scherzo, ed invece era una cosa molto seria, un piccolo saggio intitolato “Topolino e la società americana”. Era la prima volta che ci si occupava dei fumetti come di un prodotto culturale. Umberto Eco lo apprezzò e fece il resto.)
Quel giornale era diventato un mito nei nostri giorni più stanchi e può diventare una grande lezione per i giovani a cui è stata rapita la bellezza della politica.
Grazie Istituto Sturzo, arca della nostra memoria ! Dio ti conservi finchè non sia finito questo sporco diluvio ! "
On. Bartolo Ciccardini.
Il sottoscritto con estrema modestia aggiunge, che questa è un opportunità che viene donata a tutti, giovani e non più, per poter dare vita ad un rinnovato modo, pescando dalla storia del nostro passato, di essere attivamente partecipi nella vita politica della nostra amata Italia.
Alberto