venerdì 4 dicembre 2009

Articolo di Bartolo Ciccardini


Carissime e Carissimi,
la rivista bimestrale Famiglia Oggi edita dall Edizioni San Paolo (la casa editrice dei Paolini che edita anche il settimanale Famiglia Cristianaha pubblicato un articolo nella rubrica "Politiche/Sussidiarietà" (pag. 84) intitolato "La famiglia delle famiglie". L'articolo viene presentato con questo sottotitolo redazionale:
"Siamo di fronte all'urgenza di sostenere la famiglia ma non sempre lo stato si mostra sensibile ai suoi problemi. Ecco allora affacciarsi un progetto concreto di politica famigliare che si ispira al principio di sussidiarietà. Protagonista dell'azione, ogni comune italiano, libero, però, dalle influenze degli schieramenti partitici."








Grazie della vostra attenzione.

venerdì 20 novembre 2009



Cari Amici, con piacere riporto in versione integrale il testo 


suggerito dall'On Bartolo Ciccardini. 


già pubblicato nel Blog 
"EUROPA70"



Testo


Il 26 Novembre 2009, giorno della apertura del grande Convegno di Studi su Luigi Sturzo, (Roma 26-27 novembre via delle Coppelle 35) è anche il primo Anniversario della morte di Franco Nobili, Presidente dell’Istituto Sturzo, che questo Convegno aveva voluto e programmato. Una messa di Suffragio sarà celebrata, la sera di Giovedi 26 Novembre 2009, alle ore 19, presso la Chiesa di S. Agostino a Roma.

Ricordo Franco Nobili
Non accade spesso che un grande personaggio sia ricordato per il suo sorriso e per la sua modestia, che riusciva a far dimenticare le cose importanti che aveva creato. Franco Nobili, ancora ragazzo era stato partigiano, e lo era stato in quella maniera che piaceva a Pietro Scoppola. Fornito di lasciapassare falso, perché vestito da milite del Sovrano Ordine di Malta, teneva i collegamenti fra i vari organismi clandestini, nella Roma occupata dai tedeschi.
Costruì il movimento giovanile della DC, responsabile della funzione organizzativa. In realtà era lui l'anima e la fatica quotidiana di quel gruppo che sarebbe stato la scuola di una grande classe dirigente. Non mancavano gli scontri, ma il suo sorriso superava tutte le trincee.
Fra gli incarichi che avrebbe potuto ricoprire, scelse, o meglio, gli cadde sulle sue spalle, il più faticoso ed il più nascosto. Le N.E.I. (Nouvelles Equipes Internationales) erano la primordiale forma della internazionale democratico-cristiana, che avrebbe più tardi dato vita al Partito Popolare Europeo. Nobili ne fu prima il presidente dei giovani ed infine ne ebbe la completa responsabilità.  Ai nostri tempi apparirà strano che un tale incarico non l'abbia portato agli organismi europei o nelle grandi sedi internazionali. Invece da questa esperienza trasse le capacità per fondare e gestire imprese che avevano un orizzonte mondiale. Basta fare i nomi per capire di quale fosse la sua statura: Cogefar, Farsura, Impregilo e per ultima la IGI (Grandi Impianti Internazionali). Eppure non è mai comparso nella galleria dei grandi personaggi presenzialisti delle pagine dei giornali. Era Cavaliere del Lavoro, con meriti maggiori duramente conquistati con il lavoro. Non aveva biogno di diventare Presidente dell'Iri per dimostrare il suo valore. Si era conquistato i suoi gradi nell'industria privata che non fa sconti a nessuno.
Accettò l'incarico dell'Iri, per spirito di servizio, in un momento molto difficile per l'industria pubblica e pagò duramente la sua generosità. Attaccato da piccoli persecutori stupidi, conobbe il carcere per una presunzione di colpevolezza mai provata, che ha segnato uno dei momenti più barbari della crisi della giustizia. "Non poteva non sapere" era il teorema per cui fu imprigionato, perché confessasse colpe non commmesse.
Dispiace ricordare vicende così tristi in morte di un grande persona. Ma bisogna ricordare anche questo, perché l'Italia ha un grande debito con l'onore di Franco Nobili. Assolto, ovviamente, per non aver commesso il fatto, dette a tutti una lezione di grande dignità civile, chiuso nel suo sorriso modesto e riservato. Confesserà ai suoi amici: "La fede mi ha salvato". Una grande lezione di fronte al ritorno di fiamma di tempi bui. Ma tutti immaginiamo quello che fu questa prova, per Mantò che lo aveva conosciuto nei Gruppi Giovanili, per le sue cinque figliuole, per i nipoti amatissimi. Riprese il suo lavoro di grande imprenditore e dedicò inoltre tutti i suoi sforzi a raccogliere ed alimentare i "monumenti" della cultura civile cristiana e democratica.
Anche questa volta, fino all'ultimo giorno, il compito più nascosto e più difficile. Nell'ultimo suo intervento all'Istituto Sturzo che presiedeva, esprimeva la sua preoccupazione con parole gravi e pacate: auspicava "che in un domani nemmeno troppo lontano ci fossero meno poveri, ma anche meno ricchi. C'è bisogno - diceva in maniera ferma Franco - di un riequilibrio della ricchezza. Per delle soluzioni future, non solo economiche, ma anche politiche, bisogna sollevare i giovani dal loro disinteresse verso la politica. Ormai non esistono più le vecchie scuole di partito ed i ragazzi non si preoccupano più della politica". Aveva scritto, insieme ad altri, un libro sul modo di essere nonno, rivelando una passione per la famiglia e per gli affetti quotidiani, che sovrastava ed influenzava una vita laboriosissima ed impegnatissima. Diceva: "Si è maggiormente disposti a comprendere, più aperti alle meraviglie di vedere crescere nella libertà una nuova generazione". E ci invitava alla speranza di inventarsi un mondo migliore per i nostri nipoti. Così una grande persona ha investito tutta la vita per salvare il fuoco di una bella stagione, perché ,diceva,"il futuro ha un cuore di nonno".


fine testo
Grazie della Vostra attenzione

Convegno di studi per il 50° della morte di Luigi Sturzo.





**********
GRANDE CONVEGNO STURZIANO
PALAZZO BALDASSINI

26 e 27 novembre 2009

Convegno di studi 
per il 50° della morte di Luigi Sturzo.

Via delle coppelle, 35 00186 Roma


"Alla riscoperta del pensiero Sturziano"




Programma
Giovedì 26 novembre ore 10.00, in Via delle Coppelle 35, Roma
Stefano Folli presiede Mario D’Addio introduce Francesco Traniello Luigi Sturzo nel ‘900 Piero Craveri La crisi liberale e Luigi Sturzo Agostino Giovagnoli Luigi Sturzo e la pace Giuseppe Ignesti  La politica internazionale di Luigi sturzo
Giovedì 26 novembre ore 15.00, in Via delle Coppelle 35, Roma
Boris Banchieri presiede Jean Dominique Durand La Francia di Luigi Sturzo Maddalena Gugliotto La Germania e Luigi Sturzo Giovanna Farrel-Vinay Luigi Sturzo esule a Londra e New York Francesco Malgeri Luigi Sturzo e l’America
Venerdì 27 novembre ore 10.00, in Via delle Coppelle 35, Roma
Salvatore Martinez presiede Andrea Bixio Luigi Sturzo e la sociologia anglo-americana Eugenio Guccione La resistenza nel pensiero politico di Luigi Sturzo Madel Crasta, Edoardo Sylos Labini, Concetta Argiolas Dal cartaceo al digitale
Venerdì 27 novembre ore 15.00, in Via delle Coppelle 35, Roma
Claudio Vasale presiede Pier Luigi Ballini Luigi Sturzo e De Gasperi Ugo De Siervo Luigi Sturzo e la costituente Nicola Antonetti Luigi Sturzo e il Senato Paolo Bagnoli Il liberalismo pensiero di Luigi Sturzo Giuseppe ParlatoMissini e monarchici e “operazione Sturzo” Alfred Di Lascia Interverrà in teleconferenza da Manhattan

mercoledì 4 novembre 2009

Comunicato Stampa Laboratorio Civico




DA



I laboratori Civici per dare voce al territorio


Inaugurato il Laboratorio del 12° Municipio di Roma


04/11/2009 - Il 30 ottobre 2009, presso la sala Pietro Cerini di via Eufrate 1, è stato inaugurato il primo laboratorio aderente al movimento "Progetto per l'Italia" nel XII Municipio.

Il "Laboratorio XII municipio" apre i battenti sotto i migliori auspici: membri del direttivo sono infatti tutti "uomini di buona volontà" senza militanze politiche alle spalle.

Il coordinamento è affidato a Cristiano Colasanti, già Segretario Organizzativo di Progetto per l'Italia, che si avvarrà della preziosa collaborazione di Pier Luigi Chiaretti, esperto di politica internazionale e da sempre impegnato in iniziative concrete nella dodicesima circoscrizione. Completano la squadra Ivana Stura, sindacalista di lungo corso, e Roberto Scavizzi, avvocato e docente all'università LUISS di Roma.

Il Direttivo ha aperto diversi tavoli di lavoro su problematiche prioritarie per la propria zona di competenza.

Lo spirito che anima queste persone è da ricondursi ai canoni del volontariato e dell'azione sociale, tematiche proprie dei laici cattolici che vedono nella sussidiarietà un tema di grande attualità, da tradursi concretamente in iniziative locali di concerto con gli organi amministrativi a ciò preposti.

E' auspicabile il coinvolgimento di tutti i cittadini che condividano questi valori e vogliano fare attività concrete a vantaggio della collettività.

Il Laboratorio XII municipio si riunisce con cadenza mensile presso la sala Pietro Cerini di via Eufrate 1.

Per eventuali informazioni scrivere a: cristiano.colasanti@ppli.it


mercoledì 21 ottobre 2009

NEW


GRANDISSIMA NOTIZIA!!!!!!!!!!!!!!!!!


Oggi l'Amico On. Bartolo Ciccardini esultava cosi, queste le sue parole:


"Ho il piacere di dare ai miei amici una grandissima notizia e vi prego a mia volta di darla ai vostri amici.
L’Istituto Don L. Sturzo 
ha messo on line 
Per l’Azione, la rivista dei giovani democratici cristiani degli anni ’50



E’ una notizia che riempirà di emozioni quelli che hanno vissuto quella esperienza giovanile e spero che sia una notizia che desti nei giovani d’oggi, la curiosità di confrontarsi con le esperienze ed i pensieri di una generazione che aveva fatto le scuole elementari con il fascismo, le scuole secondarie durante la guerra e l’università nei giorni della nuova democrazia.
Per l’Azione era nata come bollettino (di qui il suo titolo organizzativistico, che poi facemmo finta di considerare un poco leninista, ma che comunque descrisse sempre bene l’atteggiamento aperto alla realtà ed alla osservazione sociale) e man mano divenne un giornale impegnato, e poi una rivista culturale fortemente rappresentativa  della crescita di una nuova generazione politica italiana.
Basta ad illustrare la sua vicenda l’elenco dei direttori: Gianni Baget Bozzo, Franco Nobili, Nicola Signorello, Giovanni Galloni, Franco Malfatti, Bartolo Ciccardini, Corrado Guerzoni, Francesco Mattioli.
(Io, personalmente avevo fatto un esperienza in tipografia impaginando Il popolo dell’Umbria e ci misi anche una qualche cultura grafica copiando Il politecnico di Vittorini, rinfrescato dal suo umore nero dei caratteri “Bastoni” con l’innesto dei gentili caratteri “Bodoni”, come Malfatti ci metteva anche i suoi disegni. Giorgio Scalco, grande pittore, disegnò l’emblema di Per l’Azione un Don Chisciotte che armato di penna assaliva il globo terracqueo quasi fosse un mulino a vento).
Quante emozioni ! Qui Tommaso Morlino ci dette la definizione di Terza generazione, qui Malfatti polemizzò con Guttuso su l’arte moderna, qui Baget riversò il suo Mounier,  qui Franco Grassini fu comandato a fare i suoi primi articoli di economia.
(E concedetemi anche di parlare delle mie emozioni. Su questo giornale pubblicai il mio “Alcide De Gasperi o dello Stato in Italia” che segnò il ralliément della generazione dossettiana al riformismo, il mio “Giolitti proibito” che per anni ispirò l’idolatria alla proporzionale ed alla funzione maieutica del partito, il mio“Grande come l’Himalaya”  che segnò l’acquisizione del pacifismo alla nostra cultura politica.
Come non emozionarsi ? Qui pubblicai, sembrava uno scherzo, ed invece era una cosa molto seria, un piccolo saggio intitolato “Topolino e la società americana”. Era la prima volta che ci si occupava dei fumetti come di un prodotto culturale. Umberto Eco lo apprezzò e fece il resto.)
Quel giornale era diventato un mito nei nostri giorni più stanchi e può diventare una grande lezione per i giovani a cui è stata rapita la bellezza della politica.
Grazie Istituto Sturzo, arca della nostra memoria ! Dio ti conservi finchè non sia finito questo sporco diluvio ! "
On. Bartolo Ciccardini.


Il sottoscritto con estrema modestia aggiunge, che questa è un opportunità che viene donata a tutti, giovani e non più, per poter dare vita ad un rinnovato modo, pescando dalla storia del nostro passato, di essere attivamente partecipi nella vita politica della nostra amata Italia.
Alberto

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